Analisi fondamentale in ottica worste case – Parte II
La logica del worst case nella valutazione del fair value di un’azione
Molto probabilmente una volta visionato e provato il modellino del precedente post (se non l’avete letto lo trovate qui!!) , penserete che la valutazione del fair value di un’azione sia un gioco da ragazzi … una formula implementabile in un banale foglio di calcolo, 4 input… e il gioco è fatto!!
In realtà non è così, il valore che ne uscirà dal modello sarà solo in caso fortuito vicino al valore reale.
Si, avete letto bene, se beccate con questo modello il numero giusto è solo perchè siete fortunati, in altre parole siete stati fortunati a mettere gli input giusti.
Il modello in sè noto come discounted cash flow (mettete queste parole su google e verrete sommersi dalla letteratura relativa) spiega molto bene la dinamica strutturale che permette di calcolare il fair value di un’azione, il problema quindi non sta nell’approssimazione del modello usato, ma negli input che vengono utilizzati.
Nell’esempio implementato abbiamo assunto per certo che la curva dei tassi, la curva dei dividendi e la curva degli earnings sia per 10 periodi (10 anni) quella descritta. Direi che il pensare che sarà effettivamente così sia davvero un bell’azzardo.
Nell’ esempio descritto nel post abbiamo abbiamo trovato per il titolo Enel un fair value di 4,12 euro; consideriamo di avere sbagliato la curva degli earnings e che quindi quella reale sia solo la metà di quella ipotizzata all’inizio (da 6 ML€ mettiamo 3 ML€ a periodo).
Come è visibile nella figura seguente, il fair value crolla da 4,12 a 1,30 !!! meno della metà…
Ipotizziamo adesso di aver errato la curva dei dividendi, mettiamo 0,2 euro per azione invece che 0,5; il valore che otteniamo è 6,8 euro per azione, anche questo ben diverso da 4,12.
Infine ipotizziamo di aver errato la curva dei tassi, mettiamo che quella reale sia metà di quella ipotizzata per ogni periodo, il valore che otteniamo è 4,19 (vicino a 4,12). Come avrete capito esistono driver il cui cambiamento provoca variazioni minori sul fair value calcolato tramite il modello del discounted cash flow, la curva dei tassi è sicuramente il driver con il minor impatto.
Come avrete capito, la cosa più importante nella valutazione del fair value con l’analisi fondamentale non è capire qual’è il miglior modello da utilizzare, ma è capire qual’è il modo migliore per gestire i propri errori di valutazione; questo concetto può essere tranquillamente generalizzato al di là del caso specifico (analisi fondamentale) discusso in questo post.
Data quindi l’aleatorietà dei dati di input è bene quindi proteggersi usando una logica a worst case.
Fondamentalmente con questa logica si cerca di inglobare nel calcolo del fair value anche il fatto di poter sbagliare la quantificazione degli input.
La probabilità di errare è presto calcolabile: ipotizziamo che la probabilità di azzeccare la curva degli earnings (all’interno ovviamente di un certo range +/-10%, altrimenti diventa davvero improbabile qualsiasi curva di input messa) sia del 30%, immaginiamo che per la curva dei dividendi (in teoria meno aleatoria) abbiamo invece un 60% di probabilità ed infine immaginiamo di azzeccare quella dei tassi al 50% di probabilità.
La probabilità totale di azzeccare le tre curve allo stesso tempo è del 9% (=0,3*0,6*0,5) appena!!
Capite quindi che ogni ipotesi in un periodo lungo 10 anni è davvero un’azzardo.
Consideriamo invece ora di metterci nello scenario peggiore, ipotizziamo che la curva degli earnings futura sia 2/3 di quella inizialmente definita e manteniamo le altre due curve (dividendi e tassi) inalterate.
Immettendo, come rappresentato nella figura sottostante, questi input otteniamo non più un fair value per Enel ma un limite a ribasso quantificabile con il valore di 2,24 euro.
Quindi l’utilizzo della logica worst case permette di trovare dei livelli di prezzo a sconto che se raggiunti possono essere considerati dei buoni punti di entrata per acquisire l’azione Enel, poichè tali livelli incorporano degli scenari di utili che nel lungo periodo sono difficilmente mantenibili.
Ricordatevi sempre che l’analisi fondamentale considera il lungo periodo come periodo di valutazione, è quindi importante approfittare della possibilità che il mercato possa nel breve periodo valutare eccessivamente degli scenari negativi di utili facendo crollare i prezzi dell’azione a livelli non giustificabili con i fondamentali, poiché tali livelli di prezzo incorporano scenari difficilmente mantenibili per un lungo periodo di tempo.
Ritornando al nostro titolo Enel, l’ipotesi di uno scenario che veda un calo del 30% degli utili è difficilmente mantenibile nel lungo periodo, ma invece nel breve periodo gli eccessi di mercato (sell off dovuti a momentanee situazioni di panico) possono spingere le quotazioni per brevi periodi (per esempio qualche mese) anche verso livelli di prezzo giustificabili solo se il calo degli utili fosse realizzabile per diversi anni (nel nostro esempio ne consideriamo ben 10!).
In altre parole comprare a livelli di prezzo calcolati con la logica worst case è come speculare sul fatto che il mercato nel breve periodo prenda “delle momentanee cantonate” nel valutare il giusto fair value delle azioni (e di riflesso degli input/drivers utilizzati per il modello).
Applicando la logica del worst case si può quindi trovare il probabile limite inferiore delle quotazioni, per far questo è possibile utilizzare uno dei seguenti scenari:
1) Scenario che vede un calo del 50% o del 30% dell’ultimo utile di bilancio (o della media degli ultimi 2 o 3 anni) per tutto l’arco di tempo considerato nell’analisi (nel nostro esempio sono i 10 periodi).
2) Scenario che vede un calo del 50% o del 30% dell’ultimo dividendo staccato per tutto l’arco di tempo considerato nell’analisi.
3) Scenario che vede un aumento del 100% o del 50% della curva dei tassi attuale per tutto l’arco di tempo considerato nell’analisi (nel nostro esempio sono i 10 periodi).
4) Utilizzare un mix degli scenari dei 3 punti precedenti
Come visibile dalla figura sottostante (che considera il primo scenario descritto) una volta definiti gli input dello scenario si considererà come valore di worst case il minimo tra il valore di book (cella B14) e il valore calcolato nei 10 periodi (cella C14).
Se state provando più scenari, potreste considerare il valore di fair value corrispondente a quello che genera il profitto minore (definito nella cella F11).
Una domanda vi sorgerà sicuramente: perchè il valore di book è in questo caso inferiore a quello calcolato nello scenario? la risposta è molto semplice, se cercate il livello di prezzo del titolo azionario in senso assoluto allora dovete valorizzare i dividendi (che verranno tolti agli earnings), può quindi capitare con curve di dividendi generose che il valore di book sia superiore a quello di scenario; ricordate comunque che nel caso si riuscisse ad aquistare il titolo a 2,24 euro, anche con il titolo fermo per 10 periodi (10 anni nell’esempio) comunque si guadagnerebbero i dividendi.
Se invece volete il valore del titolo in senso relativo allora azzerate la curva dei dividendi, in tal caso il valore dello scenario diventa 6,71 (quindi il valore di worst case diventa 2,95 euro, cioè il valore di book).
Solitamente nelle mie analisi preferisco cercare il fair value del titolo in senso assoluto valorizzando anche la curva dei dividendi, poichè questa ulteriore considerazione aumenta di un altro livello la ricerca dello scenario peggiore.
Tramite il metodo descritto in questo e nel precedente articolo abbiamo considerato tre livelli di “peggioramento” dello scenario:
- 1)Abbiamo considerato solo 10 periodi, in teoria bisognerebbe proeiettare l’analisi “all’infinito”, questo aumenta considerevolmente il valore del fair value (nel caso venissero proiettati utili positivi ovviamente)2) Abbiamo valorizzato la curva dei dividendi, ottenendo il valore del fair value in assoluto
3) Abbiamo ridotto la curva degli earnings e/o aumentato la curva dei tassi
Conclusioni
Con questo ed il precedente articolo(se non l’avete letto lo trovate qui!!) ho voluto divulgare una metodica pratica, rigorosa (e conservatrice) di valutazione delle azioni.
Tramite il tool messo a disposizione non dovrebbe per il lettore essere difficile in pochi minuti riuscire ad avere una visione di quanto il titolo sia sovra/sotto prezzato rispetto ai fondamentali e su quali livelli di prezzo ci si potrebbe “posizionare” nel caso il mercato, nel breve periodo, dovesse “pensare” realizzabile uno scenario di worst case sui drivers utilizzati (curva degli earnings, dei dividendi distribuiti e dei tassi)
Nel prossimo articolo riprenderemo gli argomenti trattati, presentando un upgrade del tool esposto in questo post; in tale upgrade applicheremo la simulazione di montecarlo per generare migliaia di worst case sulla curva degli earnings, dei dividendi e dei tassi per capire quali sono mediamente i punti migliori su cui strutturare delle strategie di acquisto sul titolo che si sta analizzando.
Tool utilizzabile tramite spreadsheetdocs:
link per scaricare il Tool da google docs
Una volta aperto il file, per salvarlo sul vosto PC eseguite il seguente percorso:
New->Export->.xls
Per scaricare direttamente il Tool (formato excel) utilizzare questo link:








